La nostra cura educativa – abilitativa mette al centro la persona e non la singola area colpita da disabilità, pertanto l’equipe tiflopedagogica elabora un programma educativo individuale, rivolto a bambini/e – ragazzi/e dagli 0 ai 18 anni, per favorirne il massimo livello di miglioramento e autonomia.

I bambini/e – ragazzi/e svolgono un percorso che coinvolge e integra tutte le aree per una corretta crescita globale:

  • presa in carico del bambino dalla nascita e nelle varie tappe della sua crescita
  • sostegno e guida alla famiglia
  • supporto all’integrazione scolastica e agli insegnanti ed educatori
  • stimolazioni compensative del danno visivo
  • addestramento agli ausili e alle tecnologie
  • percorso di autonomia

La nostra offerta

La tiflologia è la scienza che studia le condizioni e le problematiche delle persone con disabilità visiva (non vedenti e ipovedenti), al fine di indicare soluzioni per attuare la loro piena integrazione sociale e culturale.

L’intervento tiflologico offerto dal nostro servizio prevede un intervento diretto con bambini-e, ragazzi-e, con le famiglie e con le scuole frequentate. Ogni percorso è pensato sul singolo utente, in base alle differenti esigenze determinate da tipo di deficit, età, contesto socio culturale, predisposizione e carattere. Importante è tenere il focus sul bambino-a/ragazzo-a come individuo e non solo come portatore di una, o più, disabilità. Ci occupiamo quindi di individuare e fornire gli obiettivi, disegnare il percorso più opportuno e suggerire i metodi per acquisire le competenze prefissate nella programmazione. Per fare ciò affianchiamo anche la scuola, che non sempre possiede le dovute specializzazioni o non è dotata dell’apparato strumentale (tiflodidattico, tifloinformatico) necessario, offrendo consulenza, formazione e informazione a docenti e educatori. Cerchiamo quindi di fungere da mediatori per fare dialogare soggetti diversi ruotanti nell’area d’intervento dell’allievo disabile visivo o pluridisabile. Lo scopo è quello di favorire l’apprendimento di competenze in diverse aree, lo stare a scuola “alla pari degli altri” degli alunni disabili visivi in stretta collaborazione con i docenti responsabili di quei processi, con tutti i docenti, non solo quelli di sostegno.

L’attività di tifloinformatica prevede una formazione a 360° sull’utilizzo del computer, per rendere le persone con deficit visivo indipendenti nell’uso del PC nelle attività scolastiche e dove se ne rende il bisogno.
Con l’uso di specifici software assistivi come Screen Reader (sintesi vocale e barra Braille) e Ingranditori di Schermo, l’uso del PC diviene accessibile. Il percorso inizia dall’apprendimento della scrittura a 10 dita, indispensabile poi per iniziare l’alfabetizzazione informatica. Si imparerà a gestire il PC in ambiente Windows, con l’ausilio dei software assistivi, utilizzando i principali programmi di video scrittura, fogli di calcolo, software specifici che si rendano necessari come per la scrittura della matematica e tutti gli strumenti che permettono una migliore fruizione delle informazioni digitali. Inoltre sarà possibile navigare su internet utilizzando i principali servizi online.

Le attività individuali di neuropsicomotricità hanno come obiettivo quello di sostenere e promuovere lo sviluppo del bambino attraverso attività ludiche che attivino l’interesse e la motivazione dello stesso all’interno di un setting cucito “su misura” in base alle potenzialità e alle difficoltà del bambino.

Le attività, indirizzate principalmente alla fascia di età 0-6 per l’intervento precoce, sono volte allo sviluppo fine e grosso motorio, infatti vengono strutturate sedute con attività a tavolino per promuovere le abilità manuali, attività a tappeto per sostenere lo sviluppo motorio dei più piccoli e percorsi psicomotori per le abilita grosso motorie dei più grandi. Motivando i bambini con attività di gioco e promuovendo attraverso gli stessi lo sviluppo delle abilità cognitive.

La Musicoterapia è una modalità di approccio alla persona che utilizza la musica e il suono come strumento di comunicazione non-verbale e strumento riabilitativo particolarmente efficace nei casi in cui alla disabilità visiva si sommi il deficit cognitivo, in un processo atto a facilitare e favorire la relazionale, la comunicazione, l’espressione cercando di fare emergere le potenzialità, facilitando la strada verso l’autonomia, lo sviluppo delle capacità personali e l’accrescimento della fiducia in se stessi.

I percorsi individuali attivati presso l’Istituto per i ciechi G.Garibaldi di Reggio Emilia seguono i bisogni di ogni utente, con la possibilità di attivare progetti di Musicoterapia in compresenza con professionisti e percorsi musicoterapici di integrazione a scuola con la classe o a piccolo gruppo rivolti a bambini diversamente abili.

Nel contesto non-verbale il sistema percettivo del paziente viene stimolato da codici di comunicazione alternativa alla parola quali linguaggio corporeo, sonoro, musicale e da stimoli tattili, visivi e percettivi: l’obiettivo è il miglioramento dei processi comunicativi e relazionali del bambino.

Importanza delle vibrazioni prodotte da ogni strumento musicale rappresentate dalle onde acustiche generate dal mezzo eccitante (le corde di una chitarra o di un pianoforte, le superfici di un tamburo o di uno xilofono…), che giungono fino a noi e ci trasmettono il loro potere inducendo il nostro corpo a vibrare anch’esso.

Attraverso tecniche musicoterapiche specifiche ed un approccio multisensoriale si crea un equilibrio tra rilassamento ed attivazione, secondo i bisogni di ciascun utente il terapeuta entra in relazione attraverso la musica e i suoni cercando una condivisione dell’esperienza attraverso l’ascolto, l’esplorazione strumentale-vocale, il dialogo sonoro, e la fiducia nell’altro.

Il lavoro costante e continuativo è legato alla  gestione delle emozioni attraverso la musica e i suoni, la consapevolezza e la percezione del proprio corpo nell’ambiente, l’importanza dell’utilizzo della propria vocalità per riuscire ad esprimersi e nel canto, spesso legate a ritardi nello sviluppo del linguaggio e della comunicazione.

La disabilità visiva, intesa quale cecità e ipovisione, può inibire la mobilità autonoma e ridurre sensibilmente le esperienze necessarie per acquisire competenze in termini di orientamento spaziale e geografico.

Il training di OM rientra nel quadro delle proposte finalizzate all’acquisizione di autonomia da parte delle persone con disabilità visiva per quanto concerne la gestione della propria mobilità affinché diventi sicura, funzionale e consapevole.

I percorsi, progettati in base alle necessità del singolo individuo, sono calibrati sulle capacità e competenze che la persona possiede e sono strutturati per rispondere alle reali necessità personali; inoltre le proposte individuali si caratterizzano per la propedeuticità degli apprendimenti perseguiti attraverso esperienze in contesti ecologici e verifiche teorico pratiche.

L’acquisizione di una mobilità sicura può richiedere l’uso di ausili specifici e la conoscenza di supporti facilitanti.

Le proposte di OM possono essere rivolte ai bambini sin dall’età precoce e a persone di tutte le età.

L’autonomia personale è un percorso che ha come orizzonte la capacità di attuare pensieri, progetti e azioni mediante la costruzione di competenze utili a soddisfare bisogni e desideri individuali nel contesto di vita abituale. Essa è una sfida che, in presenza di deficit visivo, richiede oltre alla volontà e alla determinazione dei protagonisti, un’alleanza educativa, strategie e tecniche specifiche. Le attività di autonomia personale proposte ai minori ciechi e ipovedenti, in relazione alle diverse età, capacità e abilità, toccano il cuore della quotidianità attraverso attività ludiche e piacevoli e preparando i bambini e i ragazzi a:

⁃ valorizzare le proprie risorse senso-percettive, cognitive e psicomotorie

⁃ acquisire e ottimizzare concetti spazio-temporali, logici e di causa-effetto

⁃ promuovere prassi per l’esecuzione di nodi e allacciature

⁃ prendersi cura di sé e della propria igiene

⁃ gestire effetti personali e i propri capi di abbigliamento

⁃ conoscere e utilizzare il denaro

⁃ firmare

⁃ acquisire ordine e sistematicità

⁃ adottare un comportamento a tavola attivo e adeguato

⁃ approcciarsi ai primi rudimenti della cucina

⁃ attivare buone prassi sociali

Crescere nell’autonomia personale travalica il “fare da sé” e fornisce gli strumenti per:

⁃ autodeterminarsi

⁃ partecipare attivamente alla vita famigliare e comunitaria

⁃ ridurre costi e vincoli di dipendenza

⁃ accrescere responsabilità, controllo, autostima, fiducia, indipendenza e libertà.

L’ipovisione è una condizione di capacità visiva fortemente ridotta, irreversibile e bilaterale, che condiziona e limita l’autonomia del bambino, compromettendo lo svolgimento delle normali attività quotidiane e scolastiche. 

La valutazione approfondita delle capacità percettive residue ci permette di capire al meglio come vede un bambino affetto da ipovisione e di conseguenza adattare il materiale ludico e scolastico in base alle proprie peculiarità visive.

Pertanto utilizzando materiali specifici e non, valutiamo:

  • Acuità visiva
  • Sensibilità cromatica
  • Sensibilità al contrasto
  • Soglia di abbagliamento
  • Motricità oculare
  • Stereopsi

Le attività educative sono programmate ad hoc per ogni ragazzo partendo dai suoi interessi, coniugando quest’ultimi con lo sviluppo psico-fisico e le attività didattiche del contesto scolastico.

Vengono proposte attività logico-manuali per il potenziamento cognitivo, manuale e sociale dei ragazzi, sia in ambito scolastico che extrascolastico; tutto all’interno di un setting ludico, attraverso l’utilizzo di materiali per la costruzione e/o “giochi da tavolo” che permettano di imparare attraverso il gioco.

Informazioni

 

Modalità di acceso

L’accesso avviene solitamente su richiesta dell’Asl di riferimento attraverso il Servizio di Neuropsichiatria Infantile in accordo con le famiglie.

Apertura

Dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 18.00;

Responsabile del Servizio Dott.ssa Sara Maini